1° ESTRATTO DAI TESTI MARIANI DEL PRIMO CRISTIANESIMO

“Estratto dai Testi mariani del primo millennio"
di Sant'Atanasio Alessandrino
 Vol. 1 “Padri e scrittori ecclesiastici dalle origini ad Efeso”
 
 
MARIA SEMPRE VERGINE MODELLO DI VERGINITA'
Forse, come il corpo del Signore fu posto nel sepolcro isolatamente per dimostrare la risurrezione una volta risorto, così il suo corpo procedette, unico, da Maria affinché credessimo che l’unico corpo uscito da Maria fosse di Dio. Il Signore dunque impartendo tali insegnamenti vuole istruirci sul fatto che Maria restò Vergine fino alla fine.
Infatti, quando innalzato sulla croce, alla madre raccomanda Giovanni, dicendo: “Donna ecco tuo figlio!” e al discepolo “ Ecco tua madre!” e da quel momento il discepolo la prese nella sua casa, (Gio 19, 26-27), con queste parole egli afferma che Maria non generò altro figlio oltre il Salvatore.
Se infatti avesse avuto un altro figlio, il Salvatore lo avrebbe tenuto presente, senza dovere affidare la madre ad altri: tanto meno affinché Maria non divenisse madre degli altri e abbandonasse la casa dei suoi, sapendo che abbandonare marito e figlio è un’azione passibile di pena.
Ma poiché la Vergine perseverò dopo la sua nascita, il Signore, per l’eccellente purezza dell’animo di Giovanni e per l’intatta verginità di Maria, l’affidò al discepolo come madre, benché non fosse sua madre.
Vi sono alcuni che proferiscono empie parole nei riguardi della Madre di Dio, dicendo che sposò un uomo per salvare le apparenze, come appunto affermano i farisei.
Inoltre essi vantano i benefici provenienti dal matrimonio, perché lo stato verginale non appaia destinato ad un biasimo non minore. Ma Maria perseverò sempre nella sua verginità, come colei che aveva generato il Signore e per questo fosse di esempio a ciascuno.
Pertanto se qualche donna desidera rimanere vergine e sposa di Cristo, può prendere in considerazione la vita di Maria ed imitarla; infatti la sua perseverante scelta di vita è ben sufficiente a regolare la vita delle vergini. Or dunque la vita di Maria, Madre di Dio, sia per tutti come fosse un’immagine ben delineata sulla quale ciascuna donna confermerà la propria verginità.
E’ necessario infatti che conosciate voi stesse riflettendovi in lei come in uno specchio, per poi adornarvi di buone qualità. Portate a compimento le opere che avete trascurato, e continuate a svolgere con costanza quelle che avete compiuto correttamente, affinché il vostro spirito di perseveranza un giorno sia per le altre di esempio nel mantenimento dello stato verginale.
Inoltre abbiate sempre davanti ai vostri occhi l’insegnamento delle altre vergini.
Proprio per questo Maria era una vergine casta, possedeva interiormente nell’animo tutte le qualità e tendeva al meglio in due modi: le piaceva operare rettamente quando adempiva i suoi doveri ed ancora conservava integro il senso della fede e della castità.
Non voleva essere vista dagli uomini, ma pregava Dio affinché lui stesso si ergesse a suo giudice. Non aveva nessuna fretta di lasciare la casa, né d’altronde conosceva luoghi pubblici; ma restava assiduamente in casa, preferendo essere in disparte allo stesso modo che la mosca ama restare attaccata al miele.
Il tempo che le avanzava dalle sue occupazioni lo dedicava al servizio dei poveri.
Essa non si curava affatto di affacciarsi alla finestra, ma si preoccupava di essere attenta alla Scritture. Da sola pregava unicamente Dio chiedendo due cose:
Di non permettere che un pensiero malvagio potesse fissarsi nel suo cuore, né di divenire sfrontata o dura di cuore. Non permetteva affatto di mettere a nudo una parte del suo corpo; riusciva a dominare l’ira e dominava gli impeti del cuore. 
Non gridava e nel profondo del cuore badava a non infamare alcuno né volentieri si poneva all’ascolto di qualche critica.
Non si rammaricava nel cuore, né il suo animo provava alcun sentimento d’invidia.
Non si gloriava ma era molto umile. Non aveva cuore malvagio, ne discuteva con le amiche se non soltanto di argomenti riguardanti il modo di condurre bene la propria vita.
Costantemente tendeva alla perfezione e progrediva. 
Quando di buon mattino si levava dal letto, si sforzava di perfezionare le azioni che prima aveva compiuto: si dimenticava dei benefici fatti e degli aiuti che aveva dato: piuttosto si ricordava del Signore, e quindi si sforzava di fare altro bene. Allontanava il cuore dalle opere malvagie di questo mondo, e non provava ansia per la morte;
Invece ogni giorno si lamentava gemendo che a lei non fosse dischiusa la porta del cielo.
Non curava affatto i piaceri del cibo, limitandosi a quella soddisfazione conforme alle norme fisiologiche; infatti, non mangiava, ne beveva per puro gusto, ma non permetteva che il corpo venisse meno prima del tempo. Non dormiva molto, ma soltanto quel tempo necessario per concedere riposo al corpo.
Poi si dedicava ai suoi doveri e alla lettura delle Scritture. Il digiuno le era di conforto, e non diversamente dalle altre cose, lo era anche un lauto banchetto.
Al posto del pane materiale preferiva arricchirsi con la parola della verità. Al posto del vino poneva gli insegnamenti del Salvatore.
MARIA MODELLO DI VITA
Non correva di qua e di là se non quando bisognava recarsi al tempio, proprio come colei che non disprezzava questo compito gravoso. Vi si recava con i genitori; vi si recava in modo decente, modesta nel volto, e compita nello sguardo, cosicché quelli che la vedevano pensassero che essa aveva chi la guidava e fosse così di esempio nel fare qualsiasi cosa.
Infatti non volgeva gli occhi di qua e di la, né mai alcuno la udì gridare, anzi i parenti e gli amici della fanciulla la ammiravano per il suo supplice atteggiamento, poiché essi non ne udivano la voce, ma dal continuo muoversi delle labbra, essi congetturavano che ella pregasse, e comprendevano che era manifestazione e riflessione propria di una santa.
I genitori, vedendo ciò ringraziavano il Signore, non solo perché aveva dato loro una figlia, ma soprattutto perché aveva dato loro un simile tesoro. 
Conosceva bene i suoi doveri: prima, pregava il Signore, poi obbediva ai genitori. Riteneva inoltre una cosa abominevole lamentarsi del padre e della madre. Sotto gli occhi aveva un solo desiderio: essere sottoposta ai genitori più di una serva. Del resto sarebbe inutile affrontare il discorso di una sua qualsiasi familiarità con un servo di sesso maschile o con un qualsiasi uomo, infatti, si teneva lontana da essi al punto da non tollerare neppure la loro voce, e che essi se ne stessero lontani, salvo che non la conoscessero di vista. Tale cosa lo mostra sufficientemente il Vangelo.
Quando infatti l’Arcangelo Gabriele fu mandato ad essa, poiché la persona che visitava era umana, indossò l’aspetto umano e le disse: "Ti saluto Maria, hai trovato grazia, il Signore è con te".
(Lc. 1-28). Ma la fanciulla non conoscendo colui che parlava con voce maschile, subito tremò poichè non aveva dimestichezza con una voce maschile. E Maria, che aveva uno spirito puro decise di fuggire o perfino di morire, fino a che l’angelo che parlava non le tolse la paura con queste parole, manifestando per l’appunto il suo nome: “Non temere Maria, io sono Gabriele”. Allora si acquietò e rispose fiduciosa sapendo che le parole dette dall’angelo alla vergine rispondevano alla verità. Ecco un esempio di verginità: tale infatti era Maria.
Qualunque donna desidera essere vergine pensi a Maria. Perché per questo condotta di vita il Verbo la scelse per assumere la carne e divenire uomo per noi.
Probabilmente San Paolo conobbe la vita di Maria, se è vero che da lei prese il modello per stendere la dottrina della verginità. Vedete perché egli scrisse ai Corinti in questo modo: “Quanto alle vergini non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia” (1 Cor. 7,25).
Penso che anche voi avete compreso che ciò fu detto a ragion veduta, soprattutto se ricordate ciò che abbiamo detto, cioè che la verginità sta al di sopra della natura umana e che in Maria apparve la sua immagine. Infatti, sotto la legge nessuno era invitato ad esercitarla, affinché non pensassimo che il matrimonio che è giustamente secondo natura, ostacolasse la legge, né la verginità fu imposta dall’uomo affinché chi non fosse vergine non fosse condannato come se avesse trasgredito un ordine. In realtà lo stesso Paolo, non conobbe la verginità dalla legge, ma attraverso la condotta di vita propria di Maria e ne deduce il pensiero che precentemente ha esposto.
 
IN FOTO:  L'icona della Panaghìa Ierosolymitissa Ιεροσολυμίτισσα (Vergine di Gerusalemme)
IN ASCOLTO:
9 ode Canone della Risurrezione e Megalynaria dedicati alla Madre di Dio - Cantori al Monastero di Vatopedi Monthe Athos - Grecia - http://canto.irinipasi.it/sites/default/files/M.mp3?uuid=530377435f9e1