COS'E' IL BYZANTINE CHANT THERAPY METHOD

 

BYZANTINE Chant Therapy

LA RELAZIONE TRA CORPO, ANIMA, SPIRITO

Byzantino Canto Terapia,  è un metodo di canto terapia preventiva e riabilitativa,  che utilizza gli 8 toni del canto bizantino per mettere in relazione il corpo, le emozioni e la dimensione spirituale dell’uomo, con l’obiettivo di migliorare la qualità vocale e ampliare le possibilità espressive.

Dalla letteratura nazionale ed internazionale di tipo musicologico, psicologico e musicoterapico si evince che la sanità generale puo’ essere oscurata da malattie corporali e malattie psichiche e da una dimensione spirituale inesplorata che costituisce oggi un’ampia area di bisogni dell’artista non corrisposti, e che porta a delle malattie “spirituali”[1].

 

LA DIMENSIONE SPIRITUALE NELLA MUSICA: 

La letteratura moderna occidentale offre connessioni tra musica e spiritualità in diversi moderni teologi  come Barth, Otto, e Rahner e filosofi come Jankèlevith che hanno paragonato l'esperienza della musica e del canto ad un mistica unione a Dio[2]. Nell’ambito delle riviste internazionali che si occupano di salute mentale e fisica in relazione alla religione e alla spiritualità viene data una definizione "antropologica", in cui si afferma che “la spiritualità è l'indagine sulla natura, l'identità e la specificità dell'essere umano; la ricerca della verità nella conoscenza; le relazioni con gli altri (organizzazioni sociali, identità sessuale) e l'eventuale relazione al trascendente”.

La disciplina moderna di musicoterapia oggi riflette la musicoterapia come una conseguenza di una credenza di lunga data nel collegamento tra la musica e la spiritualità. Il ruolo dei musicoterapisti è stato visto alla luce dell'aspetto spirituale, o la vita spirituale dei pazienti per ravvivare le persone che hanno perso interesse per la vita, per sostenere lo spirito di coloro che sono cresciuti indifferenti alla vita e per nutrire lo spirito di coloro che hanno riabbracciato la vita[3].

Alcuni scrittori, specialmente nel campo del metodo Bonny di Guided Imagery and Music (BMGIM) [4]hanno dimostrato legami tra le esperienze musicali e le teorie dello sviluppo spirituale e Bonny ha visto la musica come molto simile alla spiritualità in quanto entrambe forniscono l'opportunità di esplorare profondità personali di esperienza, fare appello al senso della bellezza, e possono portare una persona a meditare o adorare Dio. Pertanto la musica porta una persona verso modi spirituali di essere nel mondo [5]. E ancora da ulteriori riviste sulla musicoterapia la musica è descritta come un'esperienza che coinvolge diversi spazi nella propria identità: si tratta dello spazio personale, che si riferisce alle sensazioni fisiche, primi ricordi, e emozioni. Essa risuona anche con spazi geografici e temporali, che collega le persone a periodi e luoghi del loro passato e le unisce per l'umanità, la natura, il cosmo, e lo spazio trascendente[6].

La dimensione spirituale nell’ambito della cura e del benessere

Per lo psichiatra A. Benedetto il processo artistico rappresenta una via d’accesso privilegiata al nostro mondo interno, alle componenti emotive e affettive ci ci contraddistingono e che raramente trovano nelle parole un’adeguata rappresentazione.

L’arte ci offre un percorso di conoscenza che contiene nel delinearsi dell’esperienza artistica una potenzialità intergrativa. Le terapie espressive potrebbero facilitare un contatto con il nostro mondo interno e attraverso la rappresentazione che ne offrono a darne una prima integrazione[7].

La sanità del corpo, della voce e delle relazioni dipendendono dall’equilibrio e da una sana comunicazione tra il corpo, la psiche e la dimensione spirituale.

Lo spirito è la facoltà piu’ alta dell’uomo mediante la quale egli conosce le realtà spirituali.  Lo spirituale è nell’artista è costitutivo di una relazione con Dio. Tale relazione si riflette sullo stato dell’anima e del corpo che sono i  veicoli che lo rendono comunicatore e latore di bellezza, storia e tradizioni.

Ogni attività dello psichismo e del corpo umano assume una dimensione e un’attività spirituale quando viene considerata in rapporto con il “Creatore di tutte le cose”[8].

Quanto tale rapporto è inconscio, conflittuale o sconosciuto cio’ si riflette sulla dimensione psichica e fisica  e sulla qualità della vita.

Il rapporto si espleta nell’esercizio delle virtu’ spirituali, attraverso il meccanismo della sublimazione delle relative passionalità con l’arte”, come indica la psicanalista Melanie Klein[9].

Tale disciplina è stato affidata fin dai primi secoli d.C., secondo gli insegnamenti della Patristica dell’oriente cristiano all’esercizio del canto per acquisire le 8 virtu’ spirituali attraverso la pratica degli 8 toni musicali[10].

Esercitandosi sul tono musicale ci si esercita sull’acquisizione della virtu’.

Una buona acquisizione delle virtu’ spirituali si riflette sulla qualità vocale che canta sul tono corrispondente e rende l’anima e le emozioni in equilibrio.

Una condizione di equilibrio monitorata da un buon supporto medico aiuta il corpo, quando ha subito degli scompensi per uno scorretto uso delle corde vocali, della respirazione cosi’ come da un “uso” scorretto delle emozioni, e non sano rapporto con la propria dimensione spirituale.

 

IL CANTO BIZANTINO:

Il Canto bizantino o piu’ propriamente canto-romano bizantino indica la tradizione sacra e profana del canto modale dei popoli dove regnava l’impero Romano d’oriente e d’occidente dopo la venuta di Cristo, basata sui modi musicali rispettivamente bizantini ed ecclesiastici.

Nel canto bizantino confluiscono tradizioni provenienti dal canto sinagogale, dalla Siria, dall’ Etiopia, Armenia, Egitto, Asia Minore, Italia del Sud (mentre al nord Italia permane fino al 1050 circa in lingua latina), Grecia e paesi balcanici.

Il canto bizantino è la continuazione del canto sinagogale o giudaico che ha conservato la tradizione orale e che non ha subito modernizzazioni nel corso del tempo ma conserva lo stato puro e tradizionale delle origini.

 

Gli OTTO TONI

Gli otto toni è il complesso di otto scale modali ciascuna delle quali ha determinate note iniziali, intermedie e chiuse finali. Ogni tono ha una fisionomia propria, un periodare e una tessitura melodica particolare.

I primi 4 toni vengono chiamati Kirii cioè autentici. Gli altri 4 plagali perché discendono dai primi con i quali hanno una relazione.

Per esempio il tono 1 è un tono diatonico, narrativo e meditativo, la tonalità emotivo affettiva: forza – euforia - eros che con la pratica e la conoscenza sublima  nella virtu’ spirituale della temperanza.

I poemi omerici, l’Iliade e l’Odissea e l’Eneide di Virgilio venivano cantati così.

Il canto e la musica avevano pertanto sia in occidente che in oriente una funzione educativa ed espressiva delle emozioni e dello stato dell’anima. Il canto sacro oltre a svolgere una funzione educativa ed espressiva delle emozioni e dello stato dell’anima, in tutte le culture, ha la funzione per chi esegue e ascolta di sublimare le emozioni,…di essere in contatto con qualcosa di più grande del nostro mondo di tutti i giorni ... Essere 'portato via,' 'uscendo' da noi stessi, di essere fuori dal tempo e il luogo[11].

Nel canto bizantino ogni tono esprime un colore dell’anima che attraverso la preghiera cantata viene sublimato in un colore dello spirito, piu’ perfetta, come afferma il discepolo di Giovanni Crisostomo, Isidoro Pelusiota.

Es: il tono della scala del plagale 4° esercita il tono emotivo-affettivo della gioia che corrisponde all’acquisizione della virtu’ della gioia, uno stato permanente dell’anima dell’artista, piu’ evoluto, sublimato e perfetto…

Tutto cio’ ha un effetto anche sulla qualità della vita dell’individuo, sul suo carattere e sul suo rapporto con gli altri e con il proprio lavoro.

 

I MICROTONI

L’ Allargamento dell’orizzonte vocale del canto bizantino, I 72 intervalli come possibilità vocali contro i 12 intervalli come possibilità vocali della musica temperata puo’ essere considerato come allargamento delle possibilità espressive ed esplorative del paziente. Nelle musiche di tradizione orale come nella musica microtonale il concetto di esplorazione è un elemento praticato durante l’escursione vocale attraverso l’improvvisazione e l’escursione microtonale[12].”

 

LA RESTITUZIONE DELLA NATURALEZZA ALL’USO DELLA VOCE

L’uomo ha perso le sue radici, la sua etnia. Ha dimenticato le sue origini, il suo primitivismo, la sua storia, l’essenza del suo essere [13]. La voce riportata nel suo stato naturale, cosi come nel canto tradizionale bizantino rispetta l’uomo a livello antropologico e fisiologico. Nella classificazione dello strumentario musicologico e musicoterapico, l’ etnomusicologoco G. Léothaud, in relazione all’ espressività vocale, tratta l’apparato di fonazione come uno strumento musicale a fiato (strumento naturalmente non temperato) della famiglia delle ance membranose, in cui la tecnica di emissione limitata ai soli mezzi fisiologici per produrre e trasformare il timbro vocale corrisponde ad un impiego “normale e ortodosso del sistema fonatorio[14]”. Il Canto bizantino non necessita di nessuno strumento se non quello di un bordone vocale fatto da un altro cantore, che consente al solista di rimanere intonato al modo vocale scelto e di sperimentare fisicamente gli intervalli della scala di riferimento, nonché prendere contatto con il respiro e con il proprio corpo sperimentando il canto continuo del bordone stesso. Antonio di Benedetto ci ricorda appunto che il canto con i suoi suoni prolungati, appare piu’ del parlare sostenuto dal respiro, cioè da una realtà fisiologica che ci mantiene in contatto con l’interno del corpo. Usando la colonna di fiato mettendo in relazione l’ambiente esterno con l’interno sperimentiamo il contatto con una realtà interiore invisibile di cui l’artista si è sempre fatto portavoce [15]. L’utilizzo della voce ha pertanto un effetto immediato sul corpo che va dalle sensazioni e vibrazioni corporee a quelle evocative, spirituali. La mente ha come modello le corde vocali con le quali conosce il suo organo fonatorio e lo relaziona alla respirazione.

Qui di seguito riportiamo un articolo relativo al canto bizantino che aiutano la ricerca in musicoterapia e pone le basi per ulteriori studi acustici avanzati, per la ricerca scientifica musicologica e interdisciplinare, nonché di confronto sulla musica bizantina rispetto alla psicologia della musica e alla terapia.

Continua su richiesta

Per colloqui e informazioni sul metodo prenotare un appuntamento al 393.08.13.137 o frequentare i workshop del 2017 indicati alla pagina appuntamenti

http://canto.irinipasi.it/content/c-v-irene-rotondale-e-corsi-di-canto-bizantino-torino


[1] [1] J.C. Larchet 1992, Terapia delle malattie spirituali. pag. 127

[2] Lipe, A. 2002, Al di là di una terapia: musica, spiritualità, e la salute nell’esperienza umana. Journal of Music Therapy, 39, 209-240

2 Muldoon, M., & King, N. (1995). Spiritualità, l'assistenza sanitaria, e la bioetica. Journal of Religion e health 34, 329-349. (p. 333)

 

[4] Clark, M. (1998-1999). Bonny, Il Metodo e sviluppo spirituale. Ufficiale della Associazione per Musica e immagini, 6, 55-62.

Lewis, K. (1998-1999). Il metodo Bonny di Guided Imagery and Music: Matrix per l’esperienza transpersonale. Journal of the Association for Music and Imagery, 6, 63–85.

Rugenstein, L. (1996). il modello di spettro di Wilber di Psicologia Transpersonale e la sua applicazione in musicoterapia. Musicoterapia, 14, 9-28.

[5] Bonny, H. L. (2001). Music and spirituality. Music Therapy Perspectives, 19, 59–62.

[6] Ruud, E. (1998). Musicoterapia:. Improvvisazione, comunicazione e cultura Gilsum, NH: Barcellona, pag. 45

[7] Manuale di Mt, G. Manarolo Psicologia dell’arte Pag. 164

[8] Terapia delle malattie spirituali. La salute originale dell’uomo pag. 15 J.C. Larchet 1992

[9] Manuale di Mt, G. Manarolo Psicologia dell’arte Pag. 164

[10] IRENE ROTONDALE Il potere trasformativo degli otto toni- Tesi in musicoterapia  pag.53

[11] RUUD, E. (1998). Musicoterapia:. Improvvisazione, comunicazione e cultura Gilsum, NH: Barcellona, pag. 45 

[12] 129 P.CERLATI, F. CRIVELLI Prendersi cura dell’altro con uno sguardo sistematica complesso, Ed. F. Angeli, pag. 146 

[13] BENENZON ROLANDO - Manuale di mt – prefazione pag. 9, Ed. Borla

[14] MANAROLO GERARDO MANUALE DI MT (o.c.) – Manipolazione dello strumentario pag. 206 Léothoud 2005

[15]  ANTONIO DI BENEDETTO – Prima della parola pag. 212, Ed. FrancoAngeli 2002