Il Canto Bizantino

 

BREVE STORIA DEL CANTO BIZANTINO

Il canto romano-bizantino viene fatto risalire approssimatamente alla più antica civiltà che l’umanità abbia conosciuto  che è quella dei Sumeri, l'attuale Iraq, chiamata Mesopotamia, la terra tra i due fiumi Tigri ed Eufrate, la terra dell’Eden, il paradiso terrestre.

Dalle tavolette del cuneiforme dei Sumeri, si evincono i modi musicali nella loro relazione con i sentimenti umani; la capacità espressiva che ha ciascun modo di realizzare e trasmettere quel particolare sentimento, somiglia a distanza di cinque millenni alle descrizioni date dai cantori bizantini antichi e agli otto toni della musica ecclesiastica bizantina.
Quindi dalla civiltà sumerica i toni si irraggiano, attraverso gli scambi e i contatti con il vicino Medio Oriente, verso l’Oriente attraversando Pakistan e Afghanistan.
La parentela stretta tra territori geograficamente per noi lontani è percepibile dall’orecchio di chi conosce e ama il canto tradizionale antico, arabo, indiano e bizantino.
Tutto ciò giunge a noi, di civiltà in civiltà, grazie alla continua trasmissione del sapere.
Ai Sumeri sono succeduti gli Assiri e i Babilonesi, la Siria, l’Egitto e i Greci che con Alessandro Magno hanno riempito il Mediterraneo spingendosi fino in India.

I modi musicali hanno attraversato e compenetrato tutta la civiltà antica ed erano il canto tipico greco-romano. Cantato anche qui in Italia e conservatosi fino al Medioevo, quando con i primi esperimenti di polifonia e con il canto barocco si spezzò questa unità tradizionale.

Infatti lo scisma del  1054 (la scissione
del Patriarcato di Roma dalla Chiesa Ortodossa) non fu solo una questione politica e religiosa ma pure di ordine culturale.  Nel campo musicale l’Oriente e l’Occidente hanno seguito il loro cammino. Mentre l’Occidente è arrivato alla polifonia, l’Impero Romano orientale ha portato la monodia a livelli senza precedenti. La caduta di Costantinopoli nel 1453 ha comportato l’ isolamento della cultura romano-bizantina che, nonostante ciò, ha continuato a svilupparsi, anche se segretamente ed ignorata dal mondo occidentale.

inni di ugarit - siria Inni di Ugarit - Siria 

 

 

CARATTERISTICHE DELLA MUSICA ROMANO-BIZANTINA

Per musica romano-bizantina si intende attualmente la musica religiosa ortodossa orientale.  La musica romano-bizantina si appoggia sui tre pilastri della musica antica, i modi diatonico, cromatico ed enarmonico. Vengono utilizzati otto modi di cui solo il quarto è diatonico.

Theotokos, Re costantino e l’ imperatore giustiniano a Santa Sophia - Costantinopoli

Grazie alla monodia si possono incorporare in questa musica dei micro-intervalli come il ’piccolo secondo’. Questa tecnica permette delle linee melodiche particolarmente morbide che sono sostenute da una specie di bordone, l’iso. Bisogna precisare che l’iso non è polifonia, ma un punto di appoggio tonale che aumenta la ’suggestione mistica della musica’.
Nel primo millennio cristiano Oriente ed Occidente erano molto simili anche sotto quest’aspetto. Il canto gregoriano nella sua forma originaria andata perduta, era la versione in lingua latina di questo tipo di canto, entrambi caratterizzati da un’austera bellezza che dispone convenientemente le persone ai Sacri Misteri.
Storicamente il primo periodo di espansione della cultura romano-bizantina si colloca nel VI secolo. L’imperatore Giustiniano, ristabilito l’impero nelle dimensioni simili a quelle avute qualche secolo prima, desiderava rendere splendida la capitale e costruì grandi edifici, tra i quali la famosa basilica di Santa Sofia.

La musica stessa seguì un’evoluzione simile, passando dalle melodie semplici a canti riccamente elaborati. I testi cantati risalgono ai primi secoli cristiani ed alcuni sono ancora più antichi. Nel periodo medioevale era inconcepibile che un artista si staccasse da moduli fissati, dato che i tipi melodici sono un’eco dei canti celesti cantati in Cielo per lodare il Signore. Contrariamente al modo con cui la musica occidentale si è evoluta lungo i secoli, le modificazioni subite dalla musica bizantina sono appena percepibili dall’udito profano.
 

BIBLIOGRAFIA:

-“Liturgia e sacerdozio nel costituirsi della tradizione  bizantina ortodossa  - Tesi di dottorato di Carlo Restagno
- Dionigi L’Areopagita “ Gerarchia Celeste”